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TERAPIE FARMACOLOGICHE PER L'INSONNIA

TERAPIE FARMACOLOGICHE PER L'INSONNIA

Il sonno è croce e delizia dell’essere umano, Shakespeare lo definiva colui “che rammenda la trama sfilacciata dalle preoccupazioni”. In effetti la nostra mente, da svegli, si sfilaccia tra preoccupazioni e pensieri ma durante la notte, quando dormiamo, tutto si ricuce. Pensiamo al vecchio proverbio “la notte porta consiglio”, spiegazione sintetica dell’attività cerebrale durante il sonno, quando l’ippocampo (l’area cerebrale che registra i ricordi più recenti) ripassa le esperienze appena vissute e le ridistribuisce nella corteccia cerebrale, consolidando la memoria. Pensiamo poi a come, quando dormiamo, mettiamo a riposo l’amigdala (la centralina delle nostre reazioni emotive) mentre attiviamo le aree associative del cervello, quelle più creative. E’ il motivo per cui a volte ci svegliamo con una soluzione che il giorno prima non vedevamo, a conferma che i vecchi proverbi ci prendono sempre. Purtroppo l’insonnia non è un fenomeno raro, abbiamo già detto che una persona su dieci ne soffre abitualmente. Nonostante il sonno sia così essenziale per il nostro organismo (si stima che un essere umano sia programmato per trascorrere un terzo della sua vita dormendo), si poggia su un sistema particolarmente fragile, facilmente condizionabile dagli stimoli esterni. Lo stress, l’ansia, la luce artificiale, la tecnologia, sono tutti fattori per noi quotidiani che influenzano negativamente la capacità dell'organismo di addormentarsi e mantenere il sonno. Sarà forse per questo che l’insonnia è diventata una delle malattie più significative della civiltà moderna. In passato, su questo blog, abbiamo parlato degli interventi non farmacologici da adottare in caso di insonnia, ma come comportarsi qualora queste strategie non siano sufficienti? Quali sono le terapie farmacologiche che possono aiutarci a dormire meglio? Su questo fronte non ci sono buone notizie perché le uniche molecole ufficialmente indicate per il trattamento dell’insonnia sono le benzodiazepine (diazepam, flurazepam, lormetazepam, oxazepam, triazolam) e le cosiddette Z drugs (zolpidem, zopiclone). Si tratta, in entrambi i casi, di farmaci efficaci ma che danno facilmente luogo a dipendenza e assuefazione, motivo per cui andrebbero assunti solo per brevi periodi di tempo (massimo un mese). Se invece si necessita di trattamenti prolungati si potrebbero utilizzare alcuni antidepressivi (agomelatina, mirtazapina, trazodone) o alcuni antipsicotici (levomepromazina, olanzapina, quetiapina) ma è bene ricordare che tale utilizzo non è previsto dalle indicazioni ufficiali, di conseguenza il rapporto beneficio/rischio deve essere valutato attentamente. A volte, nella pratica clinica, vengono utilizzati i comuni antistaminici (idrossizina, prometazina) ma la loro efficacia sull’insonnia non è mai stata dimostrata. Uno dei prodotti più utilizzati è senza dubbio la melatonina, la versione sintetica di un ormone già prodotto dal nostro organismo. La melatonina a rilascio immediato è poco efficace nell’insonnia cronica e infatti è utilizzata soprattutto nel jet-lag. La melatonina a rilascio modificato, invece, ha una maggiore efficacia ma è indicata soprattutto per le persone dai 55 anni in su. Vi sono poi tutti i medicinali fitoterapici, derivati cioè da piante, funghi o licheni, sui quali non esistono grandi evidenze scientifiche per cui la valutazione si rimanda all’esperienza personale. Di recente è stato introdotto un nuovo farmaco specifico per l’insonnia, il daridorexant, che agisce bloccando i recettori dell’orexina, un neurotrasmettitore implicato nei meccanismi del sonno. I primi dati ci dicono che è più efficace del placebo e non dovrebbe causare dipendenza o assuefazione, anche se gli studi non si spingono oltre i tre mesi di osservazione (eccetto uno studio che arriva a 12 mesi). In definitiva, i farmaci possono rappresentare un aiuto utile in alcune fasi della vita, soprattutto quando l'insonnia diventa particolarmente intensa o persistente. Tuttavia nessuna compressa è in grado di sostituire completamente l'equilibrio naturale del nostro organismo. Il sonno non è qualcosa che si può forzare con la volontà o con la chimica: si può soltanto favorire, creando le condizioni perché torni spontaneamente. Proprio come suggerivano gli antichi, che attribuivano il sonno a Hypnos: il dio che arriva silenzioso quando gli esseri umani smettono di opporre resistenza alla notte.

The European Insomnia Guideline: An update on the diagnosis and treatment of insomnia 2023
Riemann D, Espie CA et al.
Journal of Sleep Research 2023, 32(6).


10/03/2026