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SISTEMA NERVOSO AUTONOMO: SIMPATICO VS. PARASIMPATICO

SISTEMA NERVOSO AUTONOMO: SIMPATICO VS. PARASIMPATICO

La storia dell’umanità è segnata da contrapposizioni estreme: il bene contro il male, la luce contro il buio, il bianco contro il nero. Come se la vita fosse una scacchiera e non un terreno accidentato. Non si può negare che, in questa visione dicotomica, le religioni abbiano giocato un ruolo importante, con la loro struttura binaria che divide l’universo in paradiso e inferno, salvezza e dannazione. Nella mitologia il copione non cambia molto: dèi benevoli contro forze oscure, eroi luminosi che combattono creature dell’ombra. Persino la filosofia, che pure ama complicare le cose, non ha resistito del tutto al fascino del bipolarismo: pensiamo al dualismo tra anima e corpo, ragione e istinto, ordine e caos. Se ci spostiamo sulla biologia scopriamo che anche dentro il nostro corpo esiste una coppia formata apparentemente da opposti, spesso descritti come acerrimi nemici. Uno che accelera il battito del cuore, l’altro che lo rallenta. Uno che aumenta la pressione del sangue, l’altro che la riduce. Uno che dilata le vie aeree, l’altro che rilassa i muscoli respiratori. Questi due avversari fanno parte del sistema nervoso autonomo, quello che regola le nostre funzioni vitali senza chiederci il permesso. Uno prende il nome di “sistema simpatico” mentre l’altro è il “sistema parasimpatico”. Il primo è responsabile della cosiddetta "reazione di fuga e attacco" e si attiva ogni volta che il nostro organismo percepisce un pericolo. L’aumento della forza contrattile del cuore, dell’attività respiratoria, della contrazione muscolare, sono indispensabili a far sì che la zebra possa fuggire quando vede un leone o che il toro possa caricare chi sventola un drappo rosso davanti a lui. Purtroppo, il sistema simpatico si attiva anche quando siamo in fila al semaforo e il tipo dietro di noi inizia a suonare il clacson, situazione che non ci pone certo in pericolo di vita ma che ci rende nervosi e pronti allo scontro. Essendo un sistema autonomo, non risponderà ai nostri comandi verbali ma deciderà per conto suo. Se siamo coinvolti in una riunione importante e ci scappa di correre in bagno, non basterà dire alla nostra vescica di placare lo stimolo perché la sua contrazione è regolata dal sistema nervoso autonomo (il simpatico la inibisce, il parasimpatico la attiva). Viene da sé che un’iperattivazione del sistema simpatico induce una condizione di stress costante, un perenne stato di allerta che ci renderà tesi come una corda di violino. Ma se i due sistemi non rispondono alla nostra volontà, è possibile imparare a modulare la loro attività? Molti studi scientifici dimostrano che esistono delle strategie abbastanza efficaci per attivare il sistema parasimpatico (e quindi disattivare il simpatico), ad esempio gli esercizi sulla respirazione. Una respirazione lenta e diaframmatica, con l’espirazione più lunga dell’inspirazione, è in grado di stimolare il nervo vago (il componente principale del sistema parasimpatico) con il conseguente rallentamento della frequenza cardiaca, la riduzione della pressione arteriosa, il rilassamento muscolare. Risultati simili sono stati rilevati con la pratica della meditazione e con altre tecniche di rilassamento (yoga, rilassamento muscolare progressivo, alternanza caldo/freddo), dalle quali oggi non si può prescindere se si vuole raggiungere un buon equilibrio psicofisico. Ricordiamoci però che l’obiettivo di queste pratiche non dovrebbe essere la predominanza del sistema parasimpatico su quello simpatico ma la modulazione flessibile tra i due. Anche il sistema simpatico, infatti, è funzionale alla nostra capacità di adattamento, l’importante è che non sia persistentemente attivato. In fondo non si tratta di scegliere tra attivazione e disattivazione, ma di mantenere una tensione vitale tra le due. Nella tradizione taoista, yin e yang non sono opposti in conflitto, ma forze che si inseguono e si generano a vicenda. Così anche dentro di noi: ciò che attiva prepara al recupero, e ciò che calma rende possibile una nuova attivazione.

Breath of life: the Respiratory Vagal Stimulation Model of Contemplative Activity 
Gerritsen RJS, Band GPH
Frontiers in Human Neuroscience. 2018. 12:397

 


24/03/2026