IL TRONO DI SPADE E IL PROCESSO DI IDENTIFICAZIONE
Spesso mi viene chiesto dove è nato il mio amore per il cinema e non so mai cosa rispondere. Quello che so è che il cinema ha condizionato la mia vita contribuendo a rendermi la persona che sono. So anche di non essere un caso isolato: il cinema, da sempre, influenza le persone sotto ogni aspetto, condizionandone opinioni, convinzioni e modi di comportarsi. Basti pensare al suo utilizzo strumentale da parte dei regimi totalitari per fomentare la propaganda (guardate ad esempio “Scipione l’Africano” di Carmine Gallone, uno dei film più costosi degli anni ‘30, in cui le imprese degli antichi romani vengono accostate alla conquista fascista dell’Etiopia). C’è da dire che il condizionamento da parte del cinema ha avuto anche risvolti positivi, tanti film hanno sensibilizzato la società su temi importanti come il razzismo (“Il buio oltre la siepe”), l’omofobia (“Brokeback Mountain”), la disabilità (“Rain Man”). Alla base del processo di condizionamento, in genere, non c’è la storia raccontata ma l’identificazione in uno specifico personaggio: tutti noi siamo stati, almeno una volta, influenzati dal protagonista di un film. Ma come mai accade questo? Come mai un personaggio di pura fantasia può avere un impatto così concreto sulla nostra vita? Tanti si sono posti queste domande perché, in fondo, l’identificazione è un qualcosa che permette di espandere i confini del sé, di rendere reali alcune esperienze che non si vivrebbero mai nella realtà. Anche le neuroscienze si sono occupate del tema e sono emersi dati suggestivi: il processo di identificazione con un personaggio immaginario coinvolge le stesse aree cerebrali che utilizziamo per rappresentare la conoscenza di sé. Esiste infatti una zona del cervello, la corteccia prefrontale ventromediale, che si attiva tutte le volte che dobbiamo dare una descrizione di noi stessi. Per intenderci, è quell’area cerebrale che, se danneggiata, non ci permette più di riconoscere i nostri stessi aspetti caratteriali. In pratica ha a che fare col nostro senso di identità personale. Ebbene, alcuni ricercatori hanno analizzato il funzionamento della corteccia prefrontale ventromediale quando guardiamo una serie tv colma di personaggi molto differenti tra di loro. Hanno scelto, per l’esperimento, la serie più vista di tutti i tempi, “Il trono di spade”. Si tratta di uno show televisivo diventato un fenomeno sociale grazie a raduni ed eventi nei quali i fan si travestono dai personaggi della serie. Ogni vero fan ha un personaggio preferito a cui si sente più affine, con il quale condivide pensieri, emozioni e modi di reagire. E’ proprio questo che si intende con il processo di identificazione: quando siamo di fronte alla tv ci distacchiamo dalla vita quotidiana ed è come se vivessimo sul serio a Westeros. I risultati dello studio hanno dimostrato una maggiore attivazione della corteccia prefrontale ventromediale quando comparivano sulla scena i personaggi con cui i soggetti si identificavano maggiormente, come cioè se il confine tra loro e Jon Snow (o Cersei Lannister) si assottigliasse realmente. D’altronde questo era stato già intuito dalla pubblicità, che da sempre si basa sui processi di identificazione del potenziale acquirente. In fondo siamo influenzati in ogni momento della nostra vita, in un modo o nell’altro, non a caso siamo invasi da queste nuove figure chiamate “influencer”, influenzatori. Forse dovremmo provare a liberarci dai condizionamenti per avvicinarci a una maggiore consapevolezza di noi stessi, distaccandoci dal bisogno di vivere vite che non sono le nostre. La felicità – recita un antico detto – non è avere quello che si desidera ma desiderare quello che si ha.
Becoming the King in the North: identification with fictional characters is asscoiated with greater self-other neural overlap
Broom TW, Chavez RS, Wagner DD. 2021.
Social Cognitive and Affective Neuroscience. 2021. 16(6):541-551.
