378 0820078 claudiosantilli@hotmail.com

I SOLDI PORTANO LA FELICITA'?

I SOLDI PORTANO LA FELICITA'?

Quando ero bambino, la mia maestra delle elementari organizzò uno spettacolo teatrale in cui recitavamo una commedia scritta da lei. Si intitolava “I soldi portano la felicità?” e parlava di un industriale del nord che, stressato dal lavoro, si convinceva a lasciare la fabbrica per andare a vivere in campagna. La trama è sicuramente banale, diventati adulti abbiamo ben capito come sia importante avere sicurezze economiche per stare bene. Eppure alcuni studi recenti sul rapporto tra denaro e felicità hanno dimostrato che i redditi alti sono associati a una vita più felice solo fino a un certo punto. In una ricerca effettuata su un campione di 1000 cittadini americani, a cui è stato sottoposto un questionario sul benessere individuale, è stata confermata la correlazione diretta tra reddito e felicità soltanto fino alla soglia di 75000 $ all’anno, invece per redditi superiori a quella cifra non vi è più alcuna correlazione. Secondo gli Autori dello studio, questo dato potrebbe essere spiegato dal fatto che ciò che rende davvero felici (coltivare buone relazioni, avere tempo libero, curare il benessere psicofisico) non necessita di un guadagno superiore a 75000 $ all'anno. D’altronde, un altro studio aveva già rilevato che il denaro compromette la capacità di assaporare le emozioni e le esperienze positive quotidiane: addirittura, in questa ricerca era stato evidenziato come i soggetti con redditi più alti perdevano meno tempo ad assaporare anche una semplice barretta di cioccolata. Come risponderemo a questo punto alla domanda posta originariamente dalla mia maestra, i soldi portano la felicità? Dovremmo probabilmente rispondere di no, perché è possibile essere infelici anche da ricchi. Eppure è vero, però, che la cosa più difficile rimane essere felici da poveri. Gli studi citati si interrogano infatti sul rapporto tra denaro e felicità, non su quello tra povertà e infelicità. Una recente revisione sistematica della letteratura scientifica sull’associazione tra disturbi psichiatrici e difficili condizioni socio-economiche ha confermato quello che già sospettavamo: quando si guadagna poco, quando si ha difficoltà ad arrivare a fine mese, il rischio di ammalarsi è maggiore. Forse allora è inutile cedere alla retorica che vuole il denaro ininfluente sul nostro benessere, dobbiamo prendere atto che la nostra salute mentale passa anche attraverso la stabilità economica. Che però il denaro non sia tutto possiamo dirlo, in fondo nel mio studio arrivano persone di tutte le fasce sociali e non manca anche chi ha il portafoglio pieno. D’altro canto non è un mistero che la soddisfazione economica lascia una felicità temporanea alla quale ci si abitua presto fino a diventare una sorta di assuefazione. Le persone che guadagnano maggiormente sono anche quelle che costruiscono la loro vita per lavorare e guadagnare ancora di più ma non sempre questo lascia loro gioia e senso di realizzazione personale. Potrebbe allora essere proprio questo ciò che più si avvicina al concetto di felicità? Il sentirsi realizzati? E’ una domanda a cui si può rispondere soltanto percorrendo la strada che porta all’autorealizzazione e non è detto che si arrivi a destinazione ma, come sanno tutti i viaggiatori esperti, il viaggio conta più della meta.

High income improves evaluation of life but not emotional well-being.
Kahneman D, Deaton A.

Proc Natl Acad Sci USA. 2010 Sep 21;107(38):16489-93.

Money giveth, money taketh away: The dual effect of wealth on happiness.
Quoidbach J, Dunn EW, Petrides KV, Mikolajczak M.
Psychol Sci. 2010;21:759–763.

Socioeconomic Status and Depression - A Systematic Review.
Jespersen A, Madden R, Whalley H, et al.
Epidemiol Rev 2025 Jul 10 Online ahead of print.

 


08/10/2025